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Small Islands?
Solidarietà transnazionale nella letteratura contemporanea e nelle arti

A cura di Rita Monticelli and Lorenzo Mari

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Ripercorrendo il suo fondamentale saggio “Under Western Eyes” (1986) in vista della pubblicazione di Feminism Without Borders. Decolonizing Theory, Practicing Solidarity (2003), Chandra Talpade Mohanty ha affermato come il confronto tra diverse tradizioni femministe (di marca euro-americana, postcoloniale o altra), quantunque in sé difficile, possa ancora portare a concepire la “pratica della solidarietà” – in luogo della “sorellanza” o di altri termini analoghi – come forma specifica di “lotta anti-capitalista”, a livello transnazionale.

L’impianto teorico di Mohanty rinvia all’opera di Jodi Dean, nella quale la solidarietà è definita dalla richiesta: “Chiedo a te di sostenere me e di stare a fianco e di contro a un terzo” (Dean 1996, 3). La produzione di una prospettiva “terza” allude anche alla necessità di rivedere la stessa nozione di “solidarietà femminista”, decostruendone i confini normativi – confini che producono, ad esempio, situazioni ambivalenti di “transfobia” all’interno di alcuni orientamenti femministi (Namaste 2000, Hayes 2003 et al.) –  e aprendo alla possibilità di dibattiti più inclusivi in ambito gender, queer e LGBTQIA.

Tale estensione delle possibili modalità con cui rapportarsi alla questione della solidarietà politica – includendo qui solidarietà gender, queer e LGBTQIA – permette anche di superare talune aporie proprie delle politiche identitarie. Come ha affermato Judith Butler, la solidarietà non dovrebbe basarsi tanto sull’obliterazione delle differenze tra diverse identità, bensì sulla “sintesi di un insieme di conflitti”, ovvero “un modo di affrontare il conflitto secondo modalità politicamente produttive, una pratica della contestazione che richiede che questi movimenti articolino le loro finalità in base alle loro pressioni reciproche, senza per questo addivenire ad assimilazione” (1998, 37). Criticando la “catena di equivalenze” di Laclau e Mouffe (1985), in quanto tale concezione del conflitto politico riunisce e pone sullo stesso piano di orizzontalità significanti politici in origine diversi, Butler riconosce alla solidarietà politica la potenziale capacità di illuminare la “differenza da sé” (self-difference) all’interno di ciascuna posizione politica.

Riconoscendo la “differenza da sé” come principio di base, questa nozione di solidarietà consente anche l’apertura verso una prospettiva più dichiaratamente transnazionale – riproducendo, così, il già citato confronto tra le tradizioni (femministe, ad esempio) di marca euro-americana, postcoloniale o altra. Individuare un tale orizzonte transnazionale non significa tanto cancellare le peculiarità dei dibattiti nazionali e locali, quanto illuminarne la loro costitutiva complessità; ciò può trovare applicazione in contesti tra loro radicalmente differenti, come ad esempio le modalità con le quali il conservatorismo politico e religioso attivo nel dibattito italiano ha etichettato come ‘ideologia’ tutto ciò che afferisce al ‘gender’ – offuscando così la stessa “differenza da sé” interna al genere insieme alla possibilità di sviluppare, in Italia e a livello transnazionali, discorsi e pratiche solidali ad esso collegati. Un altro esempio paradigmatico si può riscontrare nel dibattito accademico sulle “molestie sessuali” che ha portato alle dimissioni di Sara Ahmed dalla Goldsmiths, nel 2016, vicenda che ha messo in luce la necessità di rivedere teorie e pratiche della solidarietà anche in ambiente accademico (sia nazionale che transnazionale).

Più specificamente, l’insistenza di Butler su una solidarietà che sia “un modo di affrontare il conflitto secondo modalità politicamente produttive” riguarda direttamente l’ambito della produzione culturale e, in particolare, le narrazioni letterarie della solidarietà. In questo caso, le rappresentazioni letterarie di esperienze transnazionali – come quelle che sono state promosse recentemente dai movimenti diasporici globali (ma non soltanto da essi) – spesso riproducono e/o articolano forme specifiche di solidarietà (femminista, gender e/o LGBTQIA), anticipando o anche mettendo in discussione i modelli teorici disponibili rispetto alla solidarietà politica.

Prendendo in considerazione testi molto diversi tra loro – dal caso paradigmatico di Queenie e Hortense in Small Island (2004) di Andrea Levy fino all’ambivalente relazione di solidarietà messa in scena dal film Terraferma (2011) di Emanuele Crialese – le narrazioni e rappresentazioni della solidarietà che ne emergono possono essere interpretata attraverso le categorie di Dean e Mohanty, di Judith Butler (o, al contrario, di Laclau e Mouffe), così come attraverso altri metodi (Allen 1999, Scholz 2008, Hooker 2009 et al.).

Inoltre, gli sviluppi teorici più recenti nell’ambito della riflessione sulla solidarietà politica hanno messo in luce come tale questione possa trovare adeguata applicazione negli scenari più marcatamente transnazionali e transculturali, rafforzando, così, le nozioni di “convivialità” (Gilroy 2004) e “ospitalità” (Claviez 2013).

Nella fase di accettazione dei contributi, saranno privilegiate le proposte di indagini teorico-critiche e lo studio delle rappresentazioni letterarie e/o artistiche, provenienti da differenti tradizioni, che siano legate alla solidarietà politica e ai seguenti temi (oppure a temi ad essi affini):

  • Narrazioni di solidarietà politica femminista, gender o LGBTQIA
  • Solidarietà vs. politiche identitarie nella costituzione delle diverse soggettività politiche
  • Solidarietà femminista e transfobia
  • Solidarietà femminista, gender e LGBTQIA nella diaspora
  • Solidarietà: ospitalità e/o convivialità?

Per inviare proposte o richiedere informazioni scrivere a: degenere.journal@gmail.com

Scadenza per le proposte: 7 febbraio 2017.

Scadenza per gli articoli: 10 maggio 2017.

Consulta le linee guida alla nostra pagina per l'invio delle proposte.

 

Bibliografia

Ahmed, Sara (2016). “Resignation”. Feministkilljoy (blog), 30 May 2016.

https://feministkilljoys.com/2016/05/30/resignation/

Allen, Amy (1999). The Power of Feminist Theory: Domination, Resistance, Solidarity. Boulder: Westview Press.

Butler, Judith (1998 [1997]). “Merely Cultural”. New Left Review, 227, pp. 33-44.

Claviez, Thomas (2013). The Conditions of Hospitality. Ethics, Politics and Aesthetics on the Threshold of the Possible. New York: Fordham University Press.  

Dean, Jodi (1996). Solidarity of Strangers. Feminism after Identity Politics. Berkeley: University of California Press.

Gilroy, Paul (2004). After Empire: Melancholia or Convivial Culture? London/New York: Routledge.

Hayes, Cressida J. (2003). “Feminist Solidarity after Queer Theory: The Case of Transgender”. Signs, 28.4, pp. 1093-1120.

Hooker, Juliet (2009). Race and the Politics of Solidarity. Oxford: Oxford University Press.

Laclau, Ernesto and Mouffe, Chantal (1985). Hegemony and Socialist Strategy: Towards a Radical Democratic Politics. New York/London: Verso.

Mohanty, Chandra Talpade (1986). “Under Western Eyes. Feminist Scholarship and Colonial Discourses”. boundary2, 12.3, pp. 333-358.

Mohanty, Chandra Talpade (2003). Feminism Without Borders. Decolonizing Theory, Practicing Solidarity. Durham: Duke University Press.

Namaste, Vivian (2000). Invisible Lives. The Erasure of Transsexual and Transgendered People. Chicago: Unoversity of Chicago Press.

Scholz, Sally (2008). Political Solidarity. Philadelphia: Penn State University Press.

 

 

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