N. 9 (2023): Ricerche per Lidia: il femminismo nelle arti visive, nel corpo, nelle migrazioni, nella fantascienza, nel presente e futuro interspecie - volume 2
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Fare Giardino: il compost e la rivoluzione, sulle tracce di Lidia Curti

Nicoletta Vallorani
Università  degli Studi di Milano
Biografia

Pubblicato 2023-12-20

Come citare

Vallorani, N. (2023). Fare Giardino: il compost e la rivoluzione, sulle tracce di Lidia Curti. De Genere - Rivista Di Studi Letterari, Postcoloniali E Di Genere, (9). Recuperato da https://www.degenere-journal.it/index.php/degenere/article/view/194

Abstract

Nel ricapitolare l’eredità di Lidia Curti, la mia riflessione segue un percorso che vuole essere al tempo stesso personale e istituzionale e che intreccia femminismo e decolonialità, cercando di coniugare il posizionamento politico femminista con la consapevolezza di un ruolo preciso da studiosa e da docente. Da tutti questi punti di vista, la figura di Lidia Curti è concepita come uno snodo di relazioni importanti, risolutamente orientate verso un orizzonte transnazionale e postumano. Attraverso riferimenti critici che vanno da Raymond William a bell hooks, attraverso le riflessioni teoriche di Rachele Borghi e Liana Borghi, costeggiando la rivoluzione degli affetti di Vassallo e la teoria delle crepe di Bayo Akomolafe, costruisco il mio personale ripiglino harawayano per dar forma al ruolo e alla rilevanza del profilo di Curti nella mia formazione umana e professionale.