Pubblicato 2026-06-27
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Come citare
Abstract
Esplorando la rappresentazione della figura della domestica irlandese nella cosiddetta Famine generation fiction, questo articolo si propone di analizzare la connessione tra genere e lavoro nel contesto migratorio ottocentesco. L’analisi si concentra sulle (dis)avventure della protagonista del romanzo Annie Reilly; or, The Fortunes of an Irish Girl in New York. A Tale Founded on Fact (1873) di John McElgun, partendo dalle motivazioni che indussero molte giovani donne a migrare dall’Irlanda verso il Nuovo Mondo nella seconda metà del XIX secolo. Tenendo conto dei rischi affrontati durante il viaggio e una volta giunte in una terra sconosciuta, il loro atto migratorio viene interpretato come un sacrificio necessario per ottenere un impiego che consentisse loro di sostenere le famiglie rimaste in patria. Oltre a conseguire un’indipendenza economica, queste donne, vittime di pregiudizi e discriminazioni che saranno analizzati attraverso un approccio intersezionale, contribuirono al tentativo di ripresa economica di un Paese segnato da eventi traumatici come la Grande Carestia.