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“It’s the End of the World as We Know It”: l’arte dell’apocalisse come resistenza

A cura di Marta Cariello (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) e Serena Guarracino (Università degli Studi dell’Aquila)

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Questo numero di de genere vuole esplorare l'apocalisse come quadro ermeneutico per la letteratura e le arti intese come atti di resistenza. La proposta è di concentrarsi su come la teoria queer, gli studi postcoloniali e le prospettive “post-storiche” si confrontano con le narrazioni apocalittiche come luoghi di conflitto ideologico, rottura storica e trasformazione culturale.

L'immaginario apocalittico mostra una ambivalenza produttiva nell'elaborare la questione cruciale che riguarda di chi è il mondo minacciato o in via di scomparsa. Nei contesti postcoloniali, ad esempio, i tropi apocalittici riflettono spesso le ansie coloniali e postcoloniali, dove l'apocalisse rappresenta sia la fine dell'autorità imperiale sia l'emergere incerto di identità e realtà nuove, spesso frammentate. Nella teoria queer, invece, l'apocalisse preannuncia la fine del genere binario imposto, fine che può essere intesa come emancipante o catastrofica a seconda delle diverse posizioni. Attraverso la lente della post-storia, i discorsi apocalittici interrompono le narrazioni storiche lineari, offrendo una critica dei sistemi capitalisti, eteronormativi e coloniali che perpetuano i cicli di oppressione.

Invitiamo a presentare proposte di articoli che esplorino come gli scenari apocalittici forniscano un potente strumento euristico per comprendere le storie di oppressione e resistenza, poiché le narrazioni apocalittiche non solo immaginano la fine, ma offrono anche vie per reinterpretare le possibilità di nuovi inizi. Inoltre, una prospettiva critica sui posizionamenti accademici e intellettuali rispetto a quella che potrebbe essere definita “l'apocalisse dell'altro” e le sue molteplici incarnazioni contemporanee può aprire un dibattito sull'estrattivismo accademico e sulla responsabilità etica nell'uso delle narrazioni di annientamento e/o delle categorie “generative”.

Si sollecitano proposte che discutano dell'apocalisse come quadro ermeneutico negli studi letterari e culturali, esaminando casi di studio specifici o, più in generale, le metodologie e le loro crisi; gli articoli possono includere casi di studio che interpretano e reimmaginano le apocalissi, nonché riflessioni sulle metodologie e sulle loro crisi.

Abstract di 300 parole (in inglese, italiano o francese) vbn vanno inviati a: degenere.journal@gmail.com e in CC a: marta.cariello@unicampania.it e serena.guarracino@univaq.it, insieme ad un elenco di riferimenti bibliografici e una breve nota biografica. Per le linee guida per l’invio di una proposta ed altre informazioni si rinvia alle linee guida.

 

 

 

Riferimenti bibliografici

Bernini, L. (2016). Queer Apocalypses. Elements of Antisocial Theory. Palgrave Macmillan.

Collins, J. J. (Ed.). (2014). The Oxford Handbook of Apocalyptic Literature. Oxford University Press.

De Cristofaro, D. (2019). The Contemporary Post-Apocalyptic Novel. Critical Temporalities and the End Times. Bloomsbury.

Dellamora, R. (Ed.). (1995). Postmodern Apocalypse: Theory and Cultural Practice at the End. University of Pennsylvania Press.

Haraway, D. (2016). Staying with the Trouble. Making Kin in the Chtuluchene. Duke University Press.

Malvestio, M. (2022). Theorizing Eco-Dystopia: Science Fiction, the Anthropocene, and the Limits of Catastrophic Imagery. European Journal of Creative Practices in Cities and Landscapes, 5(1), 24–38.

Peters, M. A., Wang, C., Mika C., & Fuller, S. (2022). Cultural Apocalypse, Western Colonial Domination and ‘the End of the World’. Educational Philosophy and Theory, 55(14), 1617–27.

Pitetti, C. (2017). Uses of the End of the World: Apocalypse and Postapocalypse as Narrative Modes. Science Fiction Studies 44 (3), 437-454

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